Sospensione rate mutui per Imprese e Partite IVA

La moratoria per microimprese e Pmi, cosa c'è da sapere

Le disposizioni sulla sospensione dei prestiti contenute nell’articolo 56 del D.L. “Cura Italia”

 

Chi può richiedere le misure agevolative?

  1. Le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia, appartenenti a tutti i settori.

Secondo la definizione della Commissione europea, sono PMI le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

  1. I titolari di partite IVA e quindi i professionisti, i lavoratori autonomi nonché le ditte individuali

 

In cosa consistono le misure di moratoria?

  1. La possibilità di utilizzare la parte non utilizzata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. Gli importi accordati dalla banca o dall’intermediario finanziario non possono essere revocati, neanche in parte, fino al 30 settembre 2020;
  2. La proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020;
  3. La sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà del richiedente chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale.

Modalità di sospensione delle rate dei finanziamenti

La sospensione delle rate dei finanziamenti è prevista fino al 30 settembre 2020 e comporterà un allungamento della durata residua del mutuo pari al periodo di sospensione.

Sono previste due diverse modalità:

  1. Sospensione dell’intera rata - nel periodo di sospensione maturano gli interessi contrattuali pattuiti, che saranno rimborsati dal cliente a partire dalla prima scadenza successiva al termine del periodo di sospensione.
  2. Sospensione della sola quota capitale - durante il periodo di sospensione sarà dovuto il regolare pagamento degli interessi, calcolati sul debito residuo del mutuo riferito alla data di sospensione.

Le rate maturate dopo l’entrata in vigore del decreto-legge (17 marzo) possono essere computate nel calcolo del periodo di sospensione, anche se la comunicazione di sospensione è presentata dopo la scadenza di tale rata non pagata. Le rate scadute e non pagate prima dell’entrata in vigore del decreto-legge non possono essere invece computate nell’ambito della sospensione ex art 56.

 

Quali sono i requisiti che deve avere l’impresa per ottenere la moratoria dei finanziamenti?

  • L’impresa, al momento dell’inoltro della comunicazione, deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.
  • Dato che l’epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia, anche le misure previste nel Decreto legge “Cura Italia” non vengono considerate come misure di forbearance (tolleranza) nell’accezione utilizzata della Autorità di vigilanza europee e quindi può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

 

Quali condizioni economiche si applicano alla moratoria?

La normativa prevede espressamentel’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti, le imprese e le banche.

 

Quali sono le modalità per presentare la comunicazione di moratoria?

  • la comunicazione di moratoriapuò essere inviata da parte dell’impresa tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC di Filiale (di seguito riportati) ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.
  • Nella comunicazione l’impresa deve tra l’altro autodichiarare:
    • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
    • “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
    • di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
    • di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

È opportuno che l’impresa comunque contatti la banca per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel Decreto legge “Cura Italia” sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese.

 

Indirizzi PEC delle filiali della Banca cui fare riferimento

Filiale di Paliano

08717.paliano@actaliscertymail.it

Filiale di Serrone

08717.serrone@actaliscertymail.it

Filiale di Valmontone

08717.valmontone@actaliscertymail.it

Filiale di Colleferro

08717.colleferro@actaliscertymail.it

Filiale di Sora

08717.sora@actaliscertymail.it

 

 

 

AllegatoDimensione
Modulo richiesta ex art. 56 e autodichiarazione-3.doc40 KB
DL Cura Italia - IMPRESE.pdf359.87 KB

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